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Audemars Piguet Royal Oak Jumbo - Stupendo orologio da polso vintage di Ginevra con datario e "Tropical Dial" - orologio cult della serie "C". Questo orologio è stato rivisto nell'agosto 2021 da Audemars Piguet movimento n. 174195, ref. 5402ST, cal. 2121C, movimento n. C1583, dimensioni 39 x 47 mm, circa 1977, paese Svizzera cassa: acciaio, fondello a vite, bracciale in acciaio AP, lunghezza cinturino 135 mm, lunghezza totale 175 mm. Num: Nero, guilloché, decorazione "petite tapisserie". Movimento: Automatico. Con la sua lunetta ottagonale, il quadrante "tapisserie" e il bracciale integrato, il Royal Oak ha sfidato tutte le convenzioni quando è stato lanciato nel 1972 e ha conquistato il suo posto come una vera icona moderna. Il Royal Oak è stato inizialmente prodotto in una serie di 1000 pezzi. Dopo una serie di altri 1000 pezzi con il numero di serie "A", Audemars Piguet passò alla serie "B" e "C" e così via. Il presente Royal Oak è un esempio molto ben curato e raro della serie "C", che ha mantenuto il suo fascino originale. Assolutamente affascinante è il meraviglioso "Tropical Dial" con una decolorazione uniforme dal grigio al marrone chiaro. Questo è un primo quadrante di servizio "Tapisserie" che è stato installato nell'orologio negli anni '90. Questi quadranti sono noti per cambiare colore dal nero a quel grande grigio-marrone nel corso degli anni. Le lancette sono state cambiate allo stesso tempo, ma sono identiche a quelle originali degli anni '70 - al polso una vera bellezza con un incredibile fascino vintage. Cassa: molto buona, corona originale successiva. Num.: molto buono, più tardi originale. Movimento: molto buono, funzionante.

Stima 80.000 - 120.000 EUR

Icona Russa - Icona russa Quattro ante di iconostasi da viaggio Russia, XIX secolo Tempera su tavola 52 x 42 cm Le quattro ante erano il lato sinistro di un'iconostasi da viaggio. Questi oggetti sono un'evoluzione dei piccoli polittici pieghevoli, che nel XV e nel XVII secolo erano molto amati dai nobili e dai mercanti e che li accompagnavano durante i loro spostamenti. Composta quasi sempre da quindici strette e lunghe ante legate con cerniere, ciascuna delle quali “scavata” per fingere la cornice in cui era contenuta l'icona, l'iconostasi portatile era un vero e proprio modellino di quella reale. Suddivisa in registri (nel nostro caso quattro) il primo, in alto, presenta l'ordine dei Profeti, sotto coppie di Santi, a seguire le feste del calendario liturgico, in basso la Madre di Dio e San Giovanni Battista della Deesis, gli Arcangeli Gabriele e Michele e i Santi. Sebbene questo oggetto fosse destinato all'uso privato, non è stato eliminato l'ordine locale legato alla celebrazione dei riti e alla dedicazione della chiesa, come spesso accadeva. Le ante ripiegabili consentivano un facile trasporto del polittico. Anche le iconostasi portatili, come i bronzi e tutti gli oggetti legati alla devozione personale, ebbero larga diffusione tra le comunità dei Vecchi Credenti, soprattutto nel XIX secolo, visto il loro attaccamento alla tradizione religiosa più antica. Russian icon Four doors of travel iconostasis Russia, 19th century Tempera on panel 52 x 42 cm

Stima 500 - 800 EUR

Audemars Piguet Royal Oak Jumbo - Stupendo orologio da polso vintage di Ginevra in oro con datario - orologio cult della prima serie! Con Audemars Piguet pedigree book estratto movimento n. 173939, ref. 5402BA, cal. 2121/1, cassa n. B18974 / No. 136, dimensioni 39 x 48 mm, circa 1978, peso 165 g, paese Svizzera Cassa: oro 18 ct, fondello a vite, bracciale AP in oro 18 ct, lunghezza cinturino 150 mm, lunghezza totale 190 mm. Ziff: Placcato oro, guilloché, decorazione "petite tapisserie". Movimento: Automatico. Con la sua lunetta ottagonale, il quadrante "tapisserie" e il bracciale integrato, il Royal Oak ha sfidato tutte le convenzioni quando è stato lanciato nel 1972 e ha conquistato il suo posto come una vera icona moderna. Il Royal Oak fu inizialmente prodotto in una serie di 1000 pezzi. Dopo una serie di altri 1000 pezzi con il prefisso "A", Audemars Piguet passò alla serie "B" e "C" e così via. Come si può vedere sul fondello, l'attuale Royal Oak non porta un prefisso alfabetico, come è usuale per i primi modelli in acciaio. In linea con la prima serie, in cui solo 1000 orologi sono stati prodotti, la firma della lettera "AP" si trova sul quadrante sopra l'indice delle ore 6 e non a ore 12 come sui modelli più recenti della serie C. Inoltre, la denominazione "Swiss" senza "Made" è posta sotto la posizione delle ore 6. La corona è originale, riconoscibile dalla marcatura mancante. L'orologio appartiene alla primissima serie in oro ed è il 136° esemplare di Royal Oak realizzato negli anni '70. L'orologio è in ottime condizioni ed è di prima mano. In linea con la sua età, la cassa in oro ha leggeri graffi superficiali, ma le incisioni sul coperchio posteriore sono profonde ed eccellentemente conservate - un trofeo la cui acquisizione rappresenta un'opportunità unica. Usura: molto buona, leggeri segni di usura. Numeri: molto buoni. Movimento: molto buono, operabile, si raccomanda la pulizia.

Stima 80.000 - 150.000 EUR

Icona veneto cretese - Icona veneto cretese Orazione nell'orto degli ulivi Creta, inizio XVII secolo Tempera su tavola 53 x 45 cm L’icona, attribuibile ad un maestro cretese fortemente influenzato dalla pittura veneta e, in particolare, da quella belliniana, rappresenta l'intensa preghiera di Cristo nell'orto degli ulivi con gli apostoli che dormono distesi sul prato. Di raffinata bellezza è la resa dei volti, ognuno caratterizzato da un'espressività che partecipa alla narrazione dell’evento. La composizione, su più piani prospettici, si chiude all'orizzonte, quasi con un tono fiabesco, con un cielo rosa azzurro squarciato dall'apparizione dell'angelo che porge il calice e il crocifisso a Cristo. La tipica fissità dell'icona lascia il posto ad una vera propria azione dinamica, frutto del proficuo incontro della tradizione bizantina con le innovazioni stilistiche che giungevano a Creta attraverso la conoscenza diretta o attraverso le incisioni della pittura italiana. E' fondamentale sottolineare che i modi tratti dall'arte occidentale vennero dai maestri cretesi adottati, ma furono adattati al loro sentire. Si creò così uno stile Italo-Cretese nuovo, caratterizzato dalla delicatezza dei drappeggi, delle forme e delle atmosfere, che divennero i tratti distintivi di questa maniera, che presenta molti motivi artistici non ancora approfonditi. Cretan Venetian icon Prayer in the garden of olives Crete, early 17th century Tempera on panel 53 x 45 cm

Stima 1.000 - 1.500 EUR

Icona greca di Sant'Onofrio. Tardo XVII secolo d.C. Icona greco-ortodossa formata da un pannello di legno rettangolare con profilo leggermente curvo, una faccia con scena religiosa policroma che mostra Cristo identificato dalle lettere greche '?CXC' (Gesù Cristo), sull'angolo sinistro dell'icona, vestito con un chitone blu e un mantello rosso, che benedice la figura centrale del dipinto, che rappresenta Sant'Onuphrio (identificato dall'iscrizione alla sua sinistra, ? ????C ????????C); il santo, solitamente rappresentato come un eremita del deserto, è qui raffigurato in tre quarti, vestito con paramenti sacerdotali, indossando un semplice phelonion (casula) rosso-rosa da cui pende un omophorion blu avvolto intorno al collo, decorato con croci e stelle dorate, mentre il corpo è rivestito in una tunica talaris bianco sporco; tiene un rotolo di profezia nella mano sinistra con la mano destra alzata in un gesto di benedizione. Vedi uno stile simile di icona dipinta in Christie's, Icons and Artefacts from the Orthodox World, Monday 24 November 2008, London, 2008. p.83; cf. anche lo stile dell'icona della Trasfigurazione dall'iconostasi di c. Flora e Lavra c. Megrega, distretto Olonetsky; Russia, Carelia, al Museo di Belle Arti della Repubblica di Carelia (MIIRK). 683 grammi, 28 x 25 cm (11 x 9 7/8 in.) Charterhouse auctioneers, Sherborne, Dorset, UK. Collezione Ian Wilkinson, Nottinghamshire, UK, formata dal 1985. L'icona sembra essere dipinta in tempera all'uovo con foglia d'oro su legno (cipresso?), preparato con gesso e lino. La vernice rossa e nera è stata utilizzata anche per la cornice dell'icona a forma di due semplici bande strette. Lo stile dell'icona, anche se iscritta con lettere greche, e soprattutto i volti delle figure divine ricordano la scuola russa.

Stima 400 - 600 GBP

Icona del nord della Grecia - Icona del nord della Grecia Madre di Dio Fiore Immarcescibile Nord della Grecia, XVIII secolo Tempera su tavola, bordi scolpiti in altorilievo 22,5 x 17,7 cm L'icona della Madre di Dio venerata con il titolo di "Fiore immarcescibile" è di origine relativamente recente e le sue prime raffigurazioni risalgono ai secoli XVI-XVII. Primi luoghi di diffusione sembrano essere stati la Grecia ed i Balcani. Da qui l’icona si è diffusa nel bacino del Mediterraneo e in alcuni Paesi di religione ortodossa, come la Siria, il Libano, le Isole greche: Cipro e Creta, da dove, durante l’occupazione turca, giunse in Italia, molte repliche, infatti, si trovano a Venezia, a Ravenna e in Calabria. La Madre di Dio "Fiore immarcescibile" non sembra provenire, come le numerose altre icone mariane, da qualche intervento di Maria per mezzo di qualche immagine preesistente, ma nasce solo attraverso i testi liturgici bizantini. Per rappresentare la Vergine si è partiti da un'icona di Madonna con Bambino, attingendo ai tipi iconografici più noti, quali: l’Odighítria raffigurandola a mezzo busto o a pieno corpo, seduta su un trono o in piedi. Ma per distinguerla da tutte le altre furono aggiunti alcuni dettagli che rendono l’iconografia immediatamente riconoscibile: in una mano della Madonna c'è un fiore o un ramo fiorito; il Figlio è dipinto seduto o in piedi e, il più delle volte, tenendo lui stesso uno scettro e il capo coperto da una corona. Il titolo dell’icona, scritto in corrispondenza del capo della Madonna è "ródon to amáranton", in greco o slavo; su alcune icone si trova scritto su un nastro, in greco, in arabo o slavo, un versetto dell’inno Akátistos. La pittura stilisticamente risulta semplice ma ricca di decorazioni eseguite con l'assist; di particolare pregio il bordo scolpito ad alto rilievo con motivi vegetali. Northern Greece icon Mother of God Unmarchable Flower Northern Greece, 18th century Tempera on panel, edges carved in high relief 22,5 x 17,7 cm

Stima 1.300 - 2.000 EUR

Icona Cretese - Icona cretese S. Antonio con Gesù Bambino Creta, inizi del XVII secolo Tempera su tavola 28 x 23 cm Iconografia pressoché sconosciuta per la tradizione bizantina, questa affascinante tavola raffigura, su un fondo oro ancora luminosissimo, S. Antonio in preghiera abbracciato da Cristo Bambino. Probabilmente eseguita su commissione occidentale, l'icona mostra il profondo legame che si creò nell'arte cretese con i modelli veneti durante la dominazione veneziana dell'isola. Per comprendere l'influenza dell'arte occidentale e, in particolare di quella italiana, su maestri cretesi è necessario fare riferimento alla situazione politico- economica dell'isola: occupata dalla Repubblica di Venezia già nel XIII secolo, Creta visse il suo momento di massimo splendore tra il XV e la prima metà del XVII secolo, quando nel 1669 cadde, con la presa di Candia, la capitale, nelle mani turche. In questi secoli di pace e di grande attività commerciali tra Creta e Venezia, fiorirono numerosissime botteghe di artisti (si arrivò a contarne più di 200 nella sola Candia) a cui giungevano ordini sia da parte di committenti ortodossi che da parte di mercanti della Serenissima. In questo clima si svilupparono due correnti artistiche, entrambe definite genericamente Veneto-Cretesi, che presentavano distinguo profondi: da una parte le icone fedeli alla tradizione greco- bizantina, dall'altra opere prodotte attingendo ai modelli occidentali giunti a Creta attraverso le incisioni dei dipinti degli artisti, soprattutto italiani e fiamminghi. Quindi, l'arte cretese si divise in due maniere: quella “alla bizantina” e quella “alla latina” che gli artisti usavano secondo le commissioni ricevute. Dalle fonti, infatti, si comprende l'enorme mercato di icone che intercorreva tra le botteghe cretesi e Venezia e la sua terraferma, gli ordini giungevano a centinaia e prevedevano opere sia “alla greca” che “alla latina”. Questo dialogo artistico portò, inoltre, numerosi iconografi a recarsi a Venezia, sia per conoscere direttamente la pittura occidentale, e veneta in particolare, sia per cercare fortuna aprendo bottega in laguna; tra questi giovani artisti è giusto ricordare Domínikos Theotokópoulos (Candia 1541-Toledo 1614), detto El Greco. In questo S. Antonio ritroviamo gli elementi della pittura alla “latina” ma già divenuti “maniera”, poiché il maestro non riesce del tutto a rielaborare in maniera personale il modello occidentale, soprattutto per quanto riguarda l'intensità espressiva dei personaggi. Di grande delicatezza il brano naturalistico del fiore che spunta tra le rocce, simbolo del Santo. Icona di assoluta rarità, è certamente testimonianza del periodo più importante dell'arte di Creta. Cretan icon St. Anthony with the Child Jesus Crete, early 17th century Tempera on panel 28 x 23 cm

Stima 1.200 - 1.600 EUR

Icona balcanica - Icona balcanica Icona bipartita con Santi Taumaturghi Area balcanica, XVII secolo Tempera su tavola 61,5 x 50 cm Questa importante icona raffigura, su due registri, alcuni tra i santi più invocati nella tradizione bizantina-ortodossa: in altro troviamo da sinistra a destra S. Cosma, le reliquie di S. Spiridione e S. Damiano, in basso, seduto su un ricco trono, S. Caralampo e, a mezza figura, S. Parasceva. Elemento che lega tutte le raffigurazioni è il valore taumaturgico di questi Santi che venivano invocati per ottenere la grazia della guarigione. Stilisticamente vicina all'arte iconografica greca, la tavola mostra alcune caratteristiche che la fanno collocare nell'area geografica dei Balcani dove molti maestri provenienti dai più grandi centri di produzione ellenici, tra cui il Monte Athos, si trasferirono portando con loro il linguaggio figurativo tipico della tradizione bizantina e innestandosi sulla cultura locale. Ad una certa fissità e semplicità esecutiva delle figure si contrappone la ricchezza quasi barocca del trono e dell'edicola sotto cui sono poste le reliquie di San Spiridione. I lineamenti sono sottolineati con forti linee d'espressione rese con sottilissime pennellate chiare; i Santi poggiano su un pavimento rosa arancio, mentre lo sfondo è oro così come gli strumenti medici di Cosma e Damiano e i paramenti di Caralampo. Le aureole sono definite da un elegante lavoro a bulino. Opera estremamente interessante sia dal punto di vista artistico che per quello religioso, può essere considerata la sintesi della cultura di matrice greco-slava del XVII secolo. Balkan icon Bipartite icon with Thaumaturges Saints Balkan area, 17th century Tempera on panel 61,5 x 50 cm

Stima 2.000 - 3.000 EUR